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L’estate in Maremma

L’estate in Maremma finalmente è arrivata e già prima del 21 giugno ci sono state giornate assolate e molto, molto torride.

Purtroppo a questo cambiamento climatico siamo ormai abituati da molti anni e l’estate in Maremma è la conferma a tutto ciò che l’egoismo e il solo interesse economico dell’uomo è riuscito a fare al pianeta Terra in questo ultimo secolo.

Quando si parla di estate in Maremma ritornano alla luce i soliti problemi: strade di accesso alle località turistiche che avrebbero bisogno di essere sistemate; aree di sosta per camper inutilizzabili in quanto sprovviste delle dotazioni più elementari; un calendario di eventi che pianifichi in modo itinerante serate di intrattenimento e spettacoli di vario genere in ogni località turistica della provincia e così via.

A tutto questo bisogna dire che le amministrazioni dei vari comuni un po’ per mancanza di fondi e un po’ per mancanza di idee e capacità nella gestione delle risorse turistiche, ogni anno si ritrovano a discutere e combattere con i soliti problemi senza trovare soluzioni.

Senza dare la colpa a nessun in particolare dobbiamo dire che gli attori in questione e cioè le amministrazioni comunali, le associazioni di promozione turistica e gli imprenditori turistici, potrebbero sicuramente fare uno sforzo maggiore, soprattutto unendo le risorse comuni, e ottenere così risultati più interessanti.

Come abbiamo imparato purtroppo la collaborazione e la condivisione di risorse tra più aziende in Maremma è pura utopia.

A proposito di lavori da effettuare nelle località turistiche, ci siamo mai domandati che fine fanno i soldi pagati dalle aziende turistiche sulla tassa di soggiorno ? Noto con molto dispiacere che le amministrazioni locali danno sempre la priorità ai centri abitati tralasciando le periferie.

Se prendiamo ad esempio il Comune di Grosseto e giriamo tra le strutture agrituristiche, notiamo che le strade di accesso spesso sono fatiscenti e pericolose e nel corso degli anni hanno provocato indicenti stradali anche gravi.

I nostri amministratori da buoni politici quali sono non si prendono nessuna responsabilità e le cose ristagnano negli anni senza che venga presa alcuna precauzione.

Sentiamo parlare da anni dell’importanza del collegamento ad Internet per le aziende turistiche e per i turisti, ebbene in molte località si continua ad utilizzare il vecchio doppino telefonico per connettersi. Questo non è Web 2.0 ma Web sotto zero !!

Gli imprenditori più spericolati comprendendo l’assoluta importanza di avere Internet nella propria struttura ricettiva, si attrezzano a proprie spese facendo installare delle parabole per offrire questo servizio. La tassa di soggiorno dovrebbe servire anche a questo o sbaglio !!

Cari Amministratori, cerchiamo di fare gli interessi di tutti e non solo di qualche azienda potente che da anni “si accaparra” (chissà in che modo !!) tutti gli eventi lasciando a bocca asciutta le piccole strutture.

Non parliamo poi delle cartellonistiche stradali, dell’illuminazione delle strade e degli incroci soprattutto in periferia. Come possiamo pretendere che i turisti vengano a passare l’estate in Maremma se nei requisiti basilari siamo inefficienti al massimo ?

CONCLUSIONI

Ogni anno ci ritroviamo a parlare delle stesse cose, arriva una nuova estate in Maremma e noi siamo a dibattere sulla strada di accesso a Principina a Mare che andrebbe sistemata piuttosto del Luna Park di Marina di Grosseto che non si sa dove metterlo perché da fastidio a qualche residente (pare che non riesca a dormire la notte) oppure del problema dei parcheggi.

E’ inutile che ogni volta venga fatto il paragone con la riviera adriatica: da quelle parti hanno innanzitutto delle amministrazioni più attente e più interessate allo sviluppo del turismo e gli imprenditori si sono consociati tutti insieme.

Gli imprenditori maremmani in questo sono distanti anni luce e sinceramente a meno di miracoli ci vorrà molto tempo per vedere dei cambiamenti netti.

Se vuoi puoi lasciarmi un commento qui sotto. Ti risponderò prima possibile.

 

“A te la scelta, decidi adesso di crescere. Per emergere fai la differenza. Non perdere tempo e costruisci adesso il tuo business”.

l'estate in Maremma

 

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Scegliere un hosting gratuito

Scegliere un hosting gratuito per il proprio sito web/blog/e-commerce non sempre è la soluzione vincente perché soltanto dopo comprendiamo le conseguenza di questa scelta.

Alla base della scelta c’è la scarsa conoscenza di Internet e il continuo bombardamento sul web di pubblicità che con pochi euro all’anno “ti promettono” qualunque cosa.

Ti fanno sembrare occasioni imperdibili le loro offerte, alla fine però scegliere un hosting gratuito nasconde delle insidie pericolose.

Decidere di scegliere un hosting gratuito significa accettare tutte le limitazioni dell’offerta che alla fine rende la gestione del tuo sito web praticamente impossibile ma soprattutto difficile.

Ma quali sono le limitazioni ? Innanzitutto lo spazio web dedicato che non sempre è illimitato, quindi, si è soggetti e chiedere al fornitore dello spazio aggiuntivo.

L’utilizzo dei database per le applicazioni spesso hanno dei limiti nello spazio assegnato e nel numero dei database da poter utilizzare per le applicazioni.

Scegliere un hosting gratuito a volte ci mette di fronte ad una configurazione hardware del server piuttosto scadente, con poca RAM, con una banda di connessione limitata e soprattutto con un servizio di assistenza assolutamente insufficiente.

Quanti ti costa spendere poco ? Nel video Marco Montemagno elenca i 3 errori di chi pensa subito e solo al prezzo.

 

COSA BISOGNA SCEGLIERE

La soluzione può essere quella di scegliere un hosting professionale a basso costo in modo da avere un piano affidabile, con le caratteristiche che ci servono e facilmente gestibile.

Per trovare e scegliere un hosting ideale è necessario però definire dei criteri in base alla tipologia del sito. Questo perché non tutti gli hosting forniscono le stesse prestazioni, quindi, sarebbe non conveniente avere un hosting “super attrezzato” che poi non sfrutteremmo al 100%.

Un altro fattore che influenza la scelta di un hosting è la competenza di chi dovrà gestirlo. Se la persona indicata ha poche conoscenze o addirittura nessuna, è consigliato l’utilizzo dei C.M.S. (Content Management System) con i quali è sicuramente più facile gestire un sito web/blog/e-commerce tramite l’interfaccia intuitiva.

In questo caso consiglio l’utilizzo di una piattaforma Linux invece di Windows in quanto l’installazione e la gestione del CMS e dei Plugin risulta meno ostica, con meno problemi di incompatibilità e presenta meno problemi in generale.

Se la persona indicata ha invece competenze di programmazione e di web designer si può scegliere tranquillamente la piattaforma Windows oltre che quella Linux e gestire personalmente il sito web.

Un altro fattore decisivo nella scelta dell’hosting è rappresentato dalla finalità del sito web: è un sito di lavoro o per puro divertimento ? Questa è la prima domanda che dobbiamo farci.

Se la risposta è “per puro divertimento” allora si può scegliete tra i tanti servizi di hosting gratuiti disponibili sul web facendo però attenzione alla scelta del fornitore perché in queste soluzioni gratuite inseriscono dei banner pubblicirari nello spazio web che “ti regalano” o, peggio ancora, inseriscono clausole nei contratti di licenza d’uso che li rendono proprietari dei contenuti che produci. Questo vuol dire che qualunque cosa pubblichi diventa automaticamente di loro proprietà.

Al di là di tutte queste considerazioni bisogna partire “dalla fine” e cioè bisogna domandarsi: cosa è veramente essenziale per un business ? A questa domanda Marco Montemagno risponde in modo egregio nel video seguente.

Non dimentichiamoci poi di un altro dei fattori determinanti della scelta dell’hosting: la prontezza e la qualità del servizio di supporto e assistenza.

Purtroppo capita spesso che le persone puntano il primo sguardo sull’importo totale del servizio senza dare la giusta importanza al supporto e all’assistenza.

Sicuramente un sito di lavoro non può permettersi di “risparmiare” qualche decina di euro all’anno e non avere un assistenza che risponda in tempi certi e rapidi, fornendo soprattutto un interlocutore preparato e non un “semplice centralinista” come spesso accade.

CONCLUSIONI

Scegliere un hosting rappresenta dunque un passaggio molto importante che bisogna affrontare senza fretta, prendendosi il tempo necessario per valutare tutti gli aspetti legati ai costi, alle prestazioni e ai servizi correlati al sito web. Chi è alle prime armi commette l’errore di scegliere le offerte di hosting più pubblicizzate sul web.

 “A te la scelta, decidi adesso di crescere. Per emergere fai la differenza. Non perdere tempo e costruisci adesso il tuo business”.

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Scegliere un hosting gratuito

 

 

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Le Fake News

Le fake news sono quelle notizie assolutamente false che inventano del tutto le informazioni, distribuiscono tramite la rete contenuti ingannevoli e distorcono le notizie vere.

Se prima il fenomeno delle fake news aveva origini nell’est Europa ad era opera di qualche hacker, adesso è diventato un business molto fiorente.

“Fake news a prezzi stracciati: bastano 30 dollari per comprare una notizia falsa”, titola così un articolo del giornale La Repubblica.. (Fonte: Repubblica)

Da un’indagine condotta dalla multinazionale che si occupa di sicurezza, Trend Micro, il risultato è che la fake economy è fiorente e “muove miliardi di fatturato”.

Le fake news rappresentano un serio problema soprattutto per i giovani che giornalmente e abitualmente “leggono la rete”, consultano i blog e i network e fanno affidamento su queste notizie.

CHI SONO I CREATORI DI FAKE NEWS ?

Innanzitutto dobbiamo dire che le fake news sono strumenti che vengono usati in vari ambiti: in politica per creare notizie false come ad esempio hanno fatto i russi nelle ultime elezioni politiche americane.

Le fake news vengono create anche quando un governo, un potere politico o economico vuole spostare l’attenzione dei media su notizie false. Come spesso succede si attira maggiore attenzione con una notizia falsa che con una vera.

Senza poi dimenticarci che con piattaforme come i social network e Google è molto facile creare e rendere virali notizie false.

Un altro motivo del perché vengono create le fake news è esclusivamente economico: quando una notizia diventa virale può produrre e generare guadagni. Se poi ci sono anche delle pubblicità il gioco è fatto.

Un ricercatore americano ha studiato per anni il fenomeno fake news ed ha scoperto che alcuni degli articoli falsi più condivisi durante le ultime elezioni americane provenivano da una cittadina della Macedonia.

Adolescenti che inventavano di sana pianta delle notizie a scopo di lucro che gli hanno consentito di guadagnare molto bene per gli standard economici della Macedonia.

Anche negli Stati Uniti diversi americani sono dediti a questa attività. Il caso Horner ha fatto il giro del mondo perché il 18 novembre 2016 ha confessato al Washington Post di guadagnare fino a 10.000 dolllari al mese creando siti web e promuovendoli sui social network con titoli accattivanti che puntano al clickbait.

Per produrre fake news sono indispensabili degli strumenti che possono essere reperiti sul web in Cina, in Russia, nel Medio Oriente e nel mondo anglofono.

E non è necessario rivolgersi al mercato nero della Rete, si trovano anche facilmente. Si differenziano a seconda della cultura di riferimento, ma si individuano delle caratteristiche comuni: dalla creazione alla distribuzione dei contenuti, passando all’opportunità di silenziare o, persino, di rimuovere il contenuto se il cliente lo richiede.

Prendiamo, per esempio, di voler acquistare un articolo farlocco. Ecco che un distributore di contenuti cinese, Xiezuobang, ci dà la possibilità di comprarlo a circa 30 dollari. Quick Follow Now, azienda che parla inglese, ci permette di avere 2.500 account Twitter che condividono lo stesso link. Bastano 25 dollari.

Vogliamo far comparire un video nella pagina principale di YouTube per due minuti? Ce lo consente la russa SMOService: sganciare denaro (621 dollari), vedere filmato. Sempre all’ombra, virtuale, del Cremlino si trova un’altra compagnia interessante: Jet-s che si offre di manipolare le petizioni online, come quelle promosse da Change.org. 1.605 dollari si trasformano in 10mila firme, con poco più del doppio ne otteniamo 25mila. Mica male. (Fonte: Repubblica)

Possiamo acquistare qualunque fake news: vogliamo screditare un giornalista ?

Screditare il lavoro di un giornalista è roba da 55mila dollari, tra falsi account Twitter, falsi articoli negativi e falsi commenti al vetriolo sugli articoli – veri – del reporter. Uno scenario che suggerisce al giornalista Jamie Condliffe una conclusione amara: nonostante ci siano tante iniziative che cercano di contrastare la diffusione delle notizie false – sia da parte di piccoli volontari sia dei big dell’hi-tech come Google, Facebook e Wikipedia – fino a quando le fake news costeranno così poco (in confronto anche a quanto costa produrre contenuti veri), sarà tutt’altro che facile. Quasi come combattere contro i mulini a vento. (Fonte: Repubblica)

Per fortuna molti player stanno reagendo. Google, Facebook e Snapchat hanno cambiato alcuni servizi o intrapreso iniziative per fermare il flusso delle fake news sulle loro piattaforme. Questa è una grande notizia, nel momento in cui questi mezzi sono quelli principali dove le persone cercano e si scambiano informazioni.

Guarda questo video interessante di Marco Montemagno dove parla delle Fake News:

CONCLUSIONI

Le fake news chiamata anche fake economy vive sulla disinformazione online e muove miliardi di fatturato. Comprare fake news non costa poi molto, bastano poche decine di dollari.

Le fake news sono molto pericolose perché possono distruggere un’azienda e danneggiare la fiducia che gli utenti hanno.

I servizi online sono pensati per permettere una condivisione delle informazioni veloce e senza freni, ma cosa succederebbe se introducessimo un passaggio ulteriore prima di permettere la condivisione o l’invio di un’informazione ? 

Sarebbe sicuramente irritante all’inizio, ma incoraggerebbe le persone a pensare di più a quello che stanno facendo. Un altro sistema per bloccare le fake news sarebbe quello di analizzare tutti i contenuti nel momento in cui vanno online e un sistema di valutazione in tempo reale aiuterebbe le persone a capire di cosa possono fidarsi.

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le fake news

 

 

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I butteri della Maremma, gli ultimi mandriani rimasti

I butteri della Maremma sono gli ultimi mandriani a cavallo rimasti fedeli alle tradizioni maremmane che ancora oggi continuano a svolgere il loro lavoro con amore, tenacia e determinazione.

Nonostante la tecnologia sia praticamente in ogni ambito lavorativo, i butteri della Maremma continuano a svolgere il loro lavoro ultimi testimoni di un mondo di sapori e tradizioni forti.

Protagonisti di antiche sfide i butteri della Maremma continuano a svolgere questo duro lavoro, solitario e con accanto gli unici veri compagni di lavoro: i cavalli.

Il buttero della Maremma è completo solo insieme al suo cavallo, che è più di uno strumento di lavoro o un compagno fedele: è un’estensione della sua persona. Un buttero senza cavallo sembra più piccolo, più curvo, quasi cerca di passare inosservato. Il buttero a cavallo è una presenza, un re della regalità naturale. (Fonte: Fattoria Maremmana)

Da infaticabili guardiani delle mandrie a custodi delle tradizioni maremmane: è questo oggi il compito principale dei butteri, i famosi cow boys della costa tosco-laziale. Quando la Maremma era divisa in latifondi pascolavano grosse mandrie di mucche e branchi di robusti cavalli dal manto baio o morello.

 In ogni appezzamento destinato al pascolo potevano vivere branchi di centinaia di bovini e cavalli: erano animali forti dagli zoccoli robusti adatti alla vita in quelle terre insalubri e paludose.

Altrettanto forti e capaci di adattarsi alla vita dura di ogni giorno era i butteri (nome che significa conduttori di buoi) abituati al duro lavoro all’aperto e alle intermperie.

Vivendo in simbiosi con i propri cavalli, percorrevano ogni giorno chilometri e chilometri al seguito delle mandrie. Fra i compiti dei butteri c’era quello di tenere separati i gruppi di animali, divisi fra loro in base all’età, al sesso e alla capacità di riprodursi.

Ad ogni gruppo veniva assegnato il pascolo più adatto (i pascoli più ricchi, ad esempio, erano riservati alle vacche che stavano allattando i vitelli), ed era necessario che i vari gruppi non entrassero in contatto fra loro.

Il momento più difficile della stagione era quello della merca, l’operazione di marcatura dei vitelli nati durante l’anno; forza e abilità erano doti indispensabili per compiere le operazioni, ma spesso non sufficienti per evitare incidenti di lavoro.

Fra le leggende che riguardano i butteri la più nota è certo quella del rodeo di sfida contro Buffalo Bill: mentre si trovava in tournée in Italia con i suoi cow-boys, Buffalo Bill fu contattato dal Conte Caetani di Sermoneta, che desiderava organizzare una gara di doma di cavalli selvaggi mettendo a confronto i mandriani americani ed i suoi butteri.

Alla fine della competizione gli americani lasciarono ai butteri la fama di migliori domatori, scappando però con il premio e con l’incasso della serata.

Se già nel lontano 1890 ai butteri si chiedeva di dare sfoggio delle loro abilità anche per un pubblico, oltre che per la cura degli animali che custodivano, questo lato spettacolare è ormai diventato il motivo principale della loro esistenza.

Le aziende che impiegano effettivamente i butteri per la cura delle bestie sono quasi estinte, ma sono nate alcune associazioni che mantengono in vita questa figura tradizionale.

Un primo scopo di queste associazioni è quello di tramandare la cultura e il folklore legati a questa speciale tradizione; nel concreto, permettono però di conoscere le attività che impegnavano la vita del buttero attraverso spettacoli e dimostrazioni di doma, simulazioni di merca, conduzione delle mandrie. Uno spettacolo davvero simile a un rodeo, ma tutto maremmano. (Fonte: Tuscany Travel)

L’Associazione Butteri della Maremma promuove spettacoli tipici eseguendo Lo Spettacolare Carosello, L’Antrico Gioco della Rosa, Le Staffette, Lo Sbrancamento dei Vitelli, La Simulazione della Merca, Le Prove di Addestramento e di Abilità a Cavallo.

E’ un’occasione veramente unica per assistere ad un grande spettacolo equestre pieno di emozioni con la possibilità di riassaporare i suoni, i colori e i profumi della Maremma di una volta.

CONCLUSIONI

I butteri della Maremma rappresentano una parte importante delle antiche tradizioni maremmane in quanto rievocano un passato di duro lavoro, dall’alba al tramonto, guidando il bestiame fra gli acquitrini della Maremma.

“A te la scelta, decidi adesso di crescere. Per emergere fai la differenza. Non perdere tempo e costruisci adesso il tuo business”.

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i butteri della maremma