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Creare Valore per Acquisire un Vantaggio Competitivo

Il business model secondo Alexander Osterwalderdescrive con la logica con la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore” e in sintesi rappresenta la soluzione organizzativa e strategica attraverso la quale un’impresa acquisisce un vantaggio competitivo.

Cosa significa creare valore ? Significa aiutare i clienti a risolvere un loro problema: è un principio fondamentale attraverso il quale un impresa deve essere in grado di coinvolgere e attirare collaboratori di alto livello, creare opportunità di crescita professionale e personale, gratificare gli investitori e competere in modo efficace sul mercato.

La cultura del “creare valore” è fondamentale per un’impresa. Ne scaturisce un ambiente aziendale vitale ed entusiasta, chi lavora in una situazione di questo tipo ha maggiori occasioni di crescita professionale, lavora più intensamente e meglio. Il valore creato è quindi un indicatore chiave per misurare e valutare le performance di un’azienda.

Un’impresa nasce ed esiste per creare valore con l’obbiettivo di raggiungere un vantaggio competitivo e distinguersi nel mercato di riferimento. Se oggi imprese e professionisti non riescono più a vedere la luce all’orizzonte allora bisogna pensare a una soluzione. E la soluzione si chiama innovazione.

Il concetto di valore viene quindi applicato alla misurazione delle prestazioni di un’azienda, alla scelta tra diverse strategie, al modo in cui il management si deve porre nel suo operare quotidiano. Creare valore significa in sintesi realizzare un prodotto o servizio che abbia un valore maggiore rispetto a quello delle risorse utilizzate per generarlo.

Per aiutare i clienti a risolvere i loro problemi dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sugli strumenti che usiamo per comunicare, il sito web e/o il blog, e in particolar modo sulla qualità del contenuto che pubblichiamo. Si parla tanto, giustamente, di contenuti di qualità perché senza contenuti pertinenti, interessanti e utili non ha senso avere un sito web o un blog. Coerenza, valore aggiunto per il lettore, correttezza delle informazioni e del linguaggio: questi sono alcuni dei criteri di valutazione di un contenuto.

Vediamo quali sono gli errori più comuni che commette chi scrive contenuti. Innanzitutto non bisogna fare troppo SEO nei contenuti: se tendiamo ad inserire troppe parole chiavi e a ottimizzare il testo oltre misura, si rischia di perdere in naturalezza e di diventare artificiali. In questo modo i lettori non apprezzano il contenuto ma, soprattutto, i motori di ricerca si accorgono che è “stato scritto che per loro” risultando così poco leggibile. In quest’ultimo caso il sito web o blog non viene premiato con un buon posizionamento ma penalizzato.

La leggibilità è quindi un requisito essenziale per i testi sia online che su carta perché deve raggiungere il lettore e deve trasmettere qualcosa di utile. Il contenuto di qualità deve rispondere ai reali bisogni degli utenti della propria nicchia, dando un reale valore aggiunto ai lettori. Un buon articolo è quello che trova il giusto equilibrio tra un articolo che riesce a creare valore, attirando link in ingresso, e un articolo ottimizzato per raggiungere un buon posizionamento nei motori di ricerca.

Il nostro scopo principale non deve essere quello di posizionare il nostro sito web/blog nella prima pagina di Google perché non è la cosa più importante su cui concentrare la nostra attenzione. Ribadisco che la cosa fondamentale è creare contenuti di valore per il pubblico della nostra nicchia. Questa strategia sarà utile perché le persone potranno linkarci nei loro siti e condividere i contenuti sui social network.

Il vero obbiettivo quindi è creare un flusso di utenti profilati verso il proprio sito web/blog: gli utenti profilati sono di solito molto interessati ai prodotti/servizi quindi sono più disponibili ad ascoltarci e ad acquistare da noi.

Questa strategia si lega fortemente alle conversioni e non al traffico web. Puoi portare sul tuo sito web/blog tutto il traffico che vuoi ma, alla fine, il ROI (Return on Investiment) è dato dalle conversioni e non dalle Impression (numero di volte che una pagina web viene visualizzata dagli utenti). Ricordiamoci che i buoni contenuti sono quelli che ci garantiscono i click, cioè le conversioni.

continuiamo nel prossimo articolo…