il marketing della nostalgia

Il Marketing della nostalgia

Il marketing della nostalgia è basato su un desiderio: il desiderio non si sa di cosa, che nello spazio aperto da questo bisogno indefinito un brand può collocarsi per stabilire una connessione duratura con il consumatore.

Riferirsi al passato per rinvigorire il presente è ormai una consuetudine e non è certo una novità come è dimostrato da numerosi casi contemporanei: uno su tutti l’esempio di Pokémon Go, oggi è forse una formula ancor più efficace di ieri.

Secondo uno studio del 2014 intitolato “Nostalgia Weakens the Desire for Money” pubblicato sulla rivista Journal of Consumer Research ripercorrere memorie e ricordi del passato aumenta la predisposizione delle persone a spendere.

Il confronto è stato fatto direttamente con un gruppo di consumatori a cui è stato invece chiesto di proiettare i loro pensieri su eventi attuali e futuri.

L’Istat certifica che i cittadini italiani nati tra il 1965 e il 1975 sono, con 9,7 milioni di persone, la generazione più numerosa. Ma anche la più ricca: questa generazione ha trovato lavoro in forma stabile o è riuscita a sviluppare con successo attività professionali, evitando il precariato e la disoccupazione che affliggono le nuove generazioni.

Ma oltre a questi aspetti di carattere economico non è trascurabile la componente psicologica. Viviamo in un tempo in cui tutto avviene velocemente ed è sempre più difficile adattarsi alle nuove situazioni; da qui la necessità di ancorarsi al passato per non perdere la propria identità.

Abbiamo detto che il marketing della nostalgia non è una scoperta recente. Le aziende riprendono i propri prodotti/servizi di successo e li ripropongono sul mercato con un look diverso, più giovane.

Da una parte c’è il consumatore che comprende e apprezza il rimando al passato perché viene riportato a tempi migliori, più semplici, prova quindi nostalgia.

Dall’altra parte le aziende, riproponendo prodotti e brand che già in passato hanno avuto largo successo, hanno le basi pubblicitarie e di distribuzione in parte già preparate e perciò non devono fare grandi investimenti. 

Il marketing della nostalgia trasmette valori di sicurezza, autenticità ma anche la flessibilità del prodotto, la sua capacità di adattarsi alla nuova realtà.

Questo processo non è una novità, già da tempo le aziende ne fanno uso, si dice infatti che “tutto torna di moda”, ma il 2016 in modo particolare sta subendo uno dei revival più grandi degli ultimi tempi: gli zaini Invicta, le Diadora, i colori fluo, il retrogaming; tutto, dappertutto, riporta a 30 anni fa.

L’esempio di Pokémon Go ci insegna come il virtuale possa creare sinergie inedite con il nostro trascorso attraverso lo spazio fisico, rispondendo sia alla necessità di engagement, sia a quella di interazione con l’ambiente reale ed aperto, così come il gioco nel senso più tradizionale prevede.

Non è un caso che Coca-Cola, un marchio dall’identity forte ed autonoma, scelga di utilizzare frequentemente l’effetto nostalgia, come quando lo scorso anno ha celebrato i cent’anni dell’iconica bottiglietta di vetro con una campagna di marketing storico, tra Andy Wharol e Marilyn Monroe (Fonte: Mark Up).

Guarda questo interessante video di Marco Montemagno sul marketing della nostalgia:

CONCLUSIONI

Da diversi anni ormai il marketing della nostalgia è uno degli approcci più adoperati dai brand e dalle aziende che cercano di sfruttare il potere di una delle emozioni umane più pervasive.

Il marketing della nostalgia è una strategia di cui le aziende si servono per il lancio di nuovi prodotti o per le proprie campagne promozionali che fa leva proprio sulla memoria e cerca di ricreare un legame emozionale moto forte con il passato con immagini e messaggi che rievocano frammenti di un’era perduta.

“A te la scelta, decidi adesso di crescere. Per emergere fai la differenza. Non perdere tempo e costruisci adesso il tuo business”.

Se vuoi puoi lasciarmi un commento qui sotto. Ti risponderò prima possibile.

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