investire in nuove startup

Investire in nuove startup

Investire in nuove startup in Italia è un’attività da fare senza difficoltà ? Le diciannove piattaforme autorizzate in Italia hanno raccolto circa 4 milioni di euro in tre anni. Certo non sono una grande cifra ma visto che siamo in Italia, nel paese della burocrazia e delle complicazioni, è comunque un segnale positivo.

Da un recente sondaggio promosso dal Politecnico di Milano sul crowdfunding in Italia, il risultato scaturito non è esaltante. In tre anni sono stati solo 36 i progetti di startup online presentati e sottoposti ai potenziali investitori dalle imprese innovative.

Di questi 36 soltanto 14 hanno avuto successo raggiungendo l’obiettivo prefissato. Entrare nel capitale sociale delle startup anche con capitali molto limitati, partecipando ad una raccolta fondi direttamente online, sì è rivelata un’abitudine per pochi.

Per promuovere l’utilizzo del crowdfunding la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) ha approvato la riforma in materia di equity crowdfunding.

I vantaggi di questa riforma consentirà agli investitori che vogliono investire in nuove startup di non doversi recare in banca per concludere l’investimento come è successo fino ad ora.

Le verifiche di appropriatezza dell’investimento rispetto alle conoscenze e all’esperienza dell’investitore, potranno essere effettuate dai 19 portali autorizzati, anziché dalle banche.

Inoltre sono state ammesse due nuove categorie di investitori, ampliando il numero dei soggetti legittimati a sottoscrivere una quota dell’offerta.

investire in nuove startup

Il sistema prevede così che l’investitore scelga il progetto su cui investire, risponda ad un questionario on-line per verificare l’appropriatezza dell’investimento, quindi proceda con la sottoscrizione delle quote della società.

L’obiettivo è semplificare la disciplina, puntando a ridurre i costi di raccolta e ad ampliare la platea dei soggetti che contribuiscano a finanziare progetti d’impresa innovativi.

L’idea di fondo resta spalancare le porte ai piccoli investitori, che possano sottoscrivere anche piccole quote societarie, scegliendo di destinare i loro investimenti a imprese innovative, promuovendo un mercato in crescita.

In alternativa a banche e grandi fondi d’investimento, si punta sul risparmiatore comune, un profilo molto più diffuso, che finora ha dirottato i propri risparmi su strumenti diversi, e che va guidato nella scelta più opportuna anche grazie alle diverse piattaforme (Fonte: Corriere della Sera). 

Un fondo di 50 milioni di euro per investire in nuove startup. Capitali e know-how consentiranno anche di supportare nuove attività di formazione, coworking, realizzazione di eventi e creazione di una community di innovatori.

In particolare Impact Hub Milano (Incubatore Certificato di Startup) con la creazione di questo nuovo fondo potrà sostenere 10 nuove startup all’anno oltre alle 15 già presenti in portafoglio.

I nuovi capitali consentiranno di supportare nuove attività di formazione, coworking, realizzazione di eventi e creazione di una community di innovatori focalizzati sui temi dell’innovazione sociale.

Daranno inoltre ulteriore linfa ai progetti di incubazione di Impact Hub Milano, che ha già in portafoglio (direttamente o tramite la capogruppo) oltre 15 startup e ha già una exit all’attivo.

Si prevede in particolare che possano fare il loro ingresso all’interno dell’incubatore 10 nuove startup all’anno, percorso cominciato nelle scorse settimane con Mivoq, impresa che si è aggiudicata il contest #NatiPer promosso da AXA Italia

La raccolta di nuove risorse favorirà inoltre la partecipazione a iniziative di carattere internazionale. Impact Hub Milano è da quest’anno partner del premio Global Social Venture Competition (GSVC), competizione internazionale che ha l’obiettivo di favorire e a far conoscere nuove imprese a forte rilevanza sociale e ambientale e ospiterà la finale italiana a inizio del prossimo anno (Fonte: Startup Italia).

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